II palazzo di S. Filippo Neri venne edificato nel 1703 su progetto dell’architetto agrigentino Simone Mancuso ad Agrigento.

Di esso si apprezza l’atrio con pozzo centrale dall’armatura di ferro e l’edificio a tre piani adiacente alla suddetta chiesa che si sviluppa lungo la “strada maestra” lungo la via Bac Bac. La chiesa di S. Giuseppe nel 1656 fu affidata alla Congregazione dei Padri Filippini; si introdusse così nella città il culto verso il fondatore del loro ordine, cui vollero dedicare una cappella all’interno del Santuario dove fu posta la settecentesca statua in legno di S. Filippo. Nel 1860 fu destinato a ospitare scuole superiori, un museo di storia naturale, un osservatorio astronomico ed una biblioteca con seimila volumi. L’attuale piano terra dell’edificio venne invece ricavato nella seconda metà dell’ottocento, abbassando l’ingresso monumentale centrale, attraverso la rifondazione delle antiche basi in occasione del livellamento della strada maestra. La rifondazione comportò la recisione di un antico ipogeo e mise alla luce aggrottamenti e cisterne di probabile origine araba.

Il settecentesco  palazzo  apre le porte a pupi, scenari, sipari e marionette sicule create dal maestro agrigentino Carmelo Guarneri. E proprio Dell’Opera dei Pupi già l’Unesco aveva parlato nel maggio del 2001 proclamandola “Chef-d’oeuvre du patrimoine oral et immatériel de l’humanité”, ossia capolavoro del patrimonio orale ed immateriale dell’umanità.