L’antichissima basilica di San Nicola è forse la più antica chiesa della città, dove sono custoditi autentici “tesori” che rappresentano un vero e proprio “ponte” che attraversa quasi due millenni di storia. Arrivando fino ai giorni nostri. Un viaggio che passa anche per i sotterranei della grande chiesa del centro storico dove è possibile addentrarsi nelle antiche “catacombe”. Si tratta delle antiche cripte usate per la sepoltura dei defunti, a partire dalle spoglie dei canonici.

L’imponente edificio si trova vicino alla centralissima via Garibaldi, la ex Rua Nuova, nel promontorio più alto dell’originario nucleo del centro abitato della “città-castello”sorta su un isolotto circondato dal mare. Qui si trova anche un’altra tra le più belle ed importanti chiese della città falcata, quella di San Domenico. Un tempo questa zona era una sorta di acropoli della antica Drepanon, dove si dice che in epoca pagana sorgesse il Tempio del dio Nettuno allora una divinità tra le più importanti in una città di mare, il cui protettore era però Saturno.  La chiesa fu modificata dai Chiaramonte, che ne fecero la loro cappella e a quanto pare l’impronta greca rimase per molto tempo.

Secondo tradizione, in questa chiesa in occasione della festa di San Nicola venivano portati dei cesti di pane per la celebrazione dell’eucaristia e per essere dato ai poveri. Tra i suoi tesori più antichi c’è un sarcofago dell’epoca imperiale Romana insieme al grande Crocifisso con ai lati i due ladroni. Anche questo un unicum di questa chiesa dalle tante meraviglie, frutto dell’artigianato artistico trapanese. Nell’altare centrale si può invece ammirare un bellissimo trittico marmoreo raffigurante Cristo tra San Pietro e San Nicola. Vicino alla basilica, nel punto più alto del promontorio, si trova un’altra importante chiesa,  quella San Domenico, dove è custodito il “crocifisso miracoloso” e dietro l’altare di questa maestosa chiesa, come San Nicola un autentico “ponte” tra passato e presente, c’è la “Cappella dei Crociati” , dove una piccola finestra orientata verso Gerusalemme ci porta indietro di parecchi secoli, direttamente ai tempi delle guerre sante, al tempo di re, dame e cavalieri.

Ogni angolo ha davvero qualcosa da raccontare e si inzia entrando con la grande fonte battesimale che fu donata dall’imperatore Carlo V ai Chiaramonte al ritorno da Tunisi. La grande e bellissima fonte, con i suoi elementi arabeggianti, faceva parte del “bottino di guerra” con cui il sovrano sbarcò a Trapani. La città era considerata tra quelle più strategiche in un impero dove si dice che non tramontasse mai il sole dove tutto era vasto e la grande fonte della basilica di San Nicola, ricavata da un unico pezzo di purissimo marmo africano, sta ancora lì a ricordarci quale fu il posto di Trapani nella storia. Al centro di tutto.