La Cava d’Ispica è una vallata fluviale che per 13 km incide l’altopiano ibleo, tra le città di Modica e Ispica. La vallata, immersa nella tipica vegetazione della macchia mediterranea, custodisce necropoli preistoriche, catacombe cristiane, oratori rupestri, eremi monastici e nuclei abitativi di tipologia varia.

E’ una delle più grandi curiosità archeologiche della Sicilia per il suo aspetto pittoresco e il grande numero di escavazioni nelle pareti rocciose del suo lungo corso. La particolare morfologia della cava, a forma di gola, il tipo di roccia, la posizione naturalmente adatta alla difesa, la prossimità del mare, hanno contribuito a rendere questo luogo uno dei maggiori insediamenti rupestri della Sicilia.

La denominazione “Cava Ispica” precede quella relativa alla città omonima, la quale si chiamò Spaccaforno. La città di Ispica, infatti, nella parlata locale è ancora oggi comunemente conosciuta come “Spaccafunnu”. L’antico nome latino fu per molti secoli “Ispicae fundus”, cioè il sito del territorio di Ispica che si trova nella parte più bassa, “fundus” della suddetta Cava. L’etimo Ispica, nell’uso comune, è stato ed è tuttora preceduto dal prefisso “cava” (valle, secondo la parlata locale), e si è sempre parlato in dialetto di “Cavarispica” (Cava d’Ispica).

Nella parte Nord della Cava, con pareti rocciose più adatte all’insediamento umano, sono più numerose le tracce di abitazioni. In questa zona prevalgono le postazioni difensive come il “Fortilitium”, roccaforte naturale costituita da una massa rocciosa di calcare dure, che esercitava una vera e propria funzione di sbarramento e di difesa dell’ingresso della Cava.

La cava, che in alcuni punti è solcata da un torrente che ha nome Pernamazzone nel corso superiore e dal Busaitone nel corso inferiore. La presenza dei corsi d’acqua ha fatto sì che nel luogo si sviluppasse una vegetazione rigogliosa, motivo d’attrazione per varie specie di uccelli ed altre specie animali, tali da rendere questo luogo un sito di singolare bellezza paesaggistica. La flora esistente nella Cava è costituita dalle specie proprie della macchia mediterranea come il leccio, l’euforbia arborea, il carrubo, la palma nana, l’olivo selvatico, l’olivastro, il platano ed altre; anche il sottobosco presenta diverse varietà: felce maschio, ciclamino di terra, acetosella, borragine, nepitella, ampelodesma, asparago, edera, salvia, ecc.

Oggi al suo interno sono coltivati alberi da frutta, nespole, albicocche, uva da tavola, cachi, noci, noccioline, pistacchio, melograni, ecc. La fauna è meno varia;  vi hanno trovato il loro “habitat”: il coniglio selvatico, la volpe, l’istrice, il riccio, il colombaccio, il gufo reale e rettili vari, come il saettone e il biacco.

Questo paesaggio oggi rende la Cava un meraviglioso giardino