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ll Museo archeologico regionale “Antonio Salinas” ha sede a Palermo e possiede una delle più ricche collezioni archeologiche d’Italia.

Un primo nucleo del museo nasce nel 1814 nella Casa dei Padri Teatini di San Giuseppe ed era composta da donazioni di opere di diverse collezioni private appartenenti a nobili palermitani, cui si aggiunsero opere archeologiche provenienti da scavi campani, donate dai Borbone.

Tra i vari contributi il più significativo fu certamente quello di Giuseppe Emanuele Ventimiglia principe di Belmonte.

Il museo, è composto in parte da diverse collezioni private acquistate o donate al museo stesso nel corso dei secoli.

Collezione del Museo dell’Università

Si tratta della collezione più antica del museo, venne acquisita quando Giuseppe Emanuele Ventimiglia principe di Belmonte alla sua morte lasciò la sua collezione all’Università di Palermo che a sua volta cedette al “Regio Museo Archeologico di Palermo”.

Collezione del “Museo Salnitriano”

Chiamato così dal nome del fondatore. La collezione compone il museo dei Padri Gesuiti di Palermo.

Collezione Astuto

Si tratta della collezione di Antonino Astuto barone di Fargione, e comprende reperti greci e romani acquistati sul mercato antiquario romano e restaurati secondo criteri neoclassici. Alla sua morte la collezione fu in gran parte venduta al “Regio Museo Archeologico di Palermo”.

Collezione “Salinas”

La collezione che diede il nome al museo, la più importante per dimensione con i suoi 6641 pezzi, venne ceduta al museo dallo stesso Salinas alla sua morte. La collezione è composta da libri, manoscritti, stampe, fotografie, oggetti personali e una raccolta di circa 6000 monete.

Collezione Casuccini

Di grande interesse, la collezione etrusca. È costituita da sarcofagi, statue-cinerarie, urne, ceramiche attiche a figure rosse e nere, bronzi e interi corredi funebri. Viene considerata la più importante collezione etrusca. Gli oggetti esposti provengono dagli scavi effettuati nei possedimenti del conte Pietro Bonci Casuccini.

Medagliere Gandolfo

Infine non per minore importanza nel 1820 viene acquisita la preziosa collezione numismatica di Francesco Gandolfo. Altre sale raccolgono oggetti e sculture provenienti da ogni parte anch’esse di straordinaria bellezza

 

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