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L’orologio astronomico di Messina, parte della cattedrale è integrato nel campanile e costituisce l’elemento più caratteristico.

È articolato in parecchie parti distribuite ai diversi livelli della torre campanaria. Alcune sono costruite sul lato del campanile che dà sulla piazza, altre si trovano sul lato rivolto verso la facciata della chiesa.

L’orologio nel tempo si presenta come la somma di diverse parti azionate dal blocco centrale, posto all’altezza di Dina, Clarenza e il gallo. Il mantenimento del sistema è sempre stato molto costoso e i diversi restauri non hanno mirato a preservarne l’originalità  ma ad aumentarne la spettacolarità.

Nel tempo, i sistemi meccanici per la produzione del ruggito del leone e del canto del gallo sono stati sostituiti da sistemi audio a nastro, che danno un suono più realistico ma meno “autentico” per gli appassionati di storia della meccanica.

Un’altra modifica effettuata è l’ordine di funzionamento: l’orologio seguiva l’ordine dal basso verso l’alto, stupendo lo spettatore con il canto del gallo e il ruggito del leone. In tempi recenti è stata inserita l’Ave Maria e per non far collidere gli effetti sonori con la musica, si è pensato di far eseguire agli animali i loro movimenti, e poi far partire normalmente gli altri meccanismi.

Un vero capolavoro sonoro

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