Taormina è una città collinare sulla costa orientale della Sicilia. È situata nei pressi del Monte Etna, un vulcano attivo con sentieri che arrivano alla sommità.

La città è nota per il Teatro Antico di Taormina, un antico teatro greco-romano ancora oggi in funzione. Vicino al teatro, i dirupi che scendono fino al mare formano insenature con spiagge sabbiose.

Una stretta striscia di sabbia collega alla minuscola Isola Bella, la quale è una riserva naturale dal 1998 quando passò sotto la gestione del WWF prima, del Cutgana poi. Oggi queste contribuiscono a far rimanere questo posto un angolo di paradiso.

Il patrimonio culturale di Taormina è un viaggio nella storia delle sue influenze e delle sue dominazioni che hanno lasciato tracce alle quali la città deve il fascino e la popolarità di cui gode in tutto il mondo.

Cenni storici

La Fondazione di Taormina resta incerta e si hanno poche notizie in merito. Secondo lo storico Diodoro Siculo la città sarebbe stata fondata circa nel 396 a.C. da alcuni indigeni Siculi.

Dionigi il Vecchio tentò di conquistarla nel 394 a.C. senza successo. Solo due anni più tardi egli riuscì ad annettere la città al territorio di Siracusa, grazie al trattato stipulato con i Cartaginesi.

Nonostante questo, la città greca fu fondata solo nel 358 a.C, quando Andromaco raccolse i superstiti di Naxos e i loro discendenti e li portò sul sito che prese il nome di Tauromènio.

La città passò in seguito sotto la dominazione romana, che realizzò uno dei simboli della città: le Naumachie. Ossia il terrazzamento che prevedeva una cisterna collegata a un acquedotto. Fu sotto l’influenza di Bisanzio che Taormina divenne capitale della Sicilia orientale, acquisendo un ruolo importante per l’Impero Romano d’Oriente, fino all’arrivo degli Arabi che si fermarono nella città dal 902 al 1079, seguito poi dalla conquista dei normanni e da quella degli spagnoli.

I miti, leggende e l’origine del nome

Il nome Tauromenium, oggi trasformato in Taormina, significa abitazione sul Tauro, ossia il monte su cui sorse.

Lo storico Diodoro come detto sopra, attribuì l’assegnazione del nome alla città sia ai Siculi che ai Greci.
Esistono tuttavia numerose leggende che fanno derivare il nome da altre fonti. Una parla di un Minotauro che figura addirittura in monete antiche, al quale si attribuisce la fondazione e il nome della città. Un’altra narra di due prìncipi di Palestina, Taurus e Mena, che avrebbero fondato la città attribuendole il nome “Tauromena”.
Attorno a Taormina ruotano però tante altre leggende: alcune di esse hanno per protagonista Pitagora. Egli avrebbe parlato nello stesso giorno sia a Taormina che a Metaponto, avrebbe fatto adottare a Taormina le leggi di Caronda e  calmato la veemenza di un giovane abitante del luogo suonando il suo flauto. Ad onore del vero Pitagora visse in un periodo storico completamente differente da quello in cui Tauromenium fu fondata.