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La data di fondazione del centro abitato di Trecastagni è incerta. Storicamente, si ritiene che la zona sia stata inizialmente abitata dai sicani, seguiti dai siculi, dagli elimi e dai morgeti. Nel corso del tempo, Trecastagni è diventata un’importante presenza nella Magna Grecia e successivamente è stata romanizzata, come dimostrano i reperti archeologici rinvenuti.

Nel XIV secolo, il paese era già ben consolidato e organizzato, come attestato dai primi documenti storici di Frà Michele da Piazza. Questi documenti narrano dell’invasione di Trecastagni da parte di Simone Chiaramonte, nel tentativo di scacciare il generale Artale I Alagona, che sosteneva gli Angioini, mentre Chiaramonte era filo-Aragonese. Successivamente, Trecastagni è stata soggetta alla giurisdizione e al regime tributario del Vescovo di Catania fino al 1640, quando è stata venduta, insieme al casale di Viagrande, a Domenico di Giovanni, un nobile e banchiere messinese appartenente a una famiglia importante.

Nel 1641, Trecastagni è stata elevata al rango di principato, al quale nel 1654 si è unita anche Pedara. Nel 1667, la chiesa madre di San Nicola di Bari è stata istituita come parrocchia con il titolo di Arcipretura. In quel periodo, la popolazione era di circa 5000 abitanti. Tuttavia, dopo il devastante terremoto del 1693, la popolazione è diminuita drasticamente, con solo 2000 abitanti registrati nel censimento del 1737.

Nel 1710, Anna Maria di Giovanni, principessa di Trecastagni e ultima erede del casato, ha sposato Giuseppe Alliata Colonna Romano, principe di Villafranca, trasferendo così il Principato di Trecastagni alla famiglia degli Alliata. Nel 1818, con l’abolizione del sistema feudale, il paese è stato costituito come comune e divenne il capoluogo di un mandamento giudiziario ed elettorale, con diritto a un seggio nel Parlamento Generale di Sicilia.

Tra le testimonianze storico-architettoniche di Trecastagni, si possono ammirare diverse chiese di grande valore artistico. La chiesa madre, costruita nel XVI secolo in stile rinascimentale, presenta una magnifica scalinata a due rampe e un campanile ricostruito verso la fine del XIX secolo. Accanto ad essa si trova la Chiesa del Bianco, risalente al XIV secolo, con una bassa torre campanaria. La chiesa di San Francesco, in stile barocco, custodisce al suo interno degli altari lignei del XVII secolo. La Chiesa di Santa Caterina, costruita agli inizi del XVII secolo e recentemente restaurata, e la Chiesa del convento delle Proiette, costruite insieme al convento tra la fine del XVIII e l’inizio del X.

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