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Il Teatro Politeama Garibaldi si trova in via Filippo Turati, nel centro storico di una città affascinante come Palermo.

Storia

Nel 1859 a Palermo venne bandito un bando pubblico per costruire un Teatro che fosse intitolato a Ferdinando II e che potesse creare una mole di lavoro importante per artisti e artigiani locali. Quando nel 1860, a seguito dello sbarco dei Mille e di Garibaldi l’idea venne accantonata, Ci vollero 6 anni prima che venisse affidata la nuova costruzione all’ingegnere Giuseppe Damiani Almeyda, che aveva il compito di istituire il primo teatro popolare della città. L’intento era infatti di fornire un nuovo luogo di svago pubblico che comprendesse la produzione di lavori comici e drammatici, operette, feste e spettacoli circensi.

I lavori di questo Anfiteatro fuori da Porta Maqueda iniziarono nel 1867 e solo l’anno successivo si protese a trasformarlo in una sala teatrale vera e propria, modificando i progetti originali. Era il 1874 quando, ancora incompleto, il teatro venne inaugurato con l’opera “I Capuleti e i Montecchi”.

Nel 1882 si decise, alla morte di Garibaldi, di intitolarlo all’eroe “italiano” e nel 1877 la copertura venne finalmente completata. Gli abbellimenti terminarono nel 1891 e fu solo in quel momento che se ne diede l’apertura ufficiale alla presenza di Re Umberto e della Regina Margherita, durante la quale visita venne rappresentato l’Otello di Giuseppe Verdi.

Platea

Il Teatro Politeama Garibaldi rappresenta un importante esempio di architettura neoclassica: si pensi all’imponente ingresso con arco trionfale e la quadriga di bronzo di Rutelli, a simboleggiare il “Trionfo di Apollo e Euterpe” accanto cui si possono ammirare altri due cavalli che invece rappresentano i giochi olimpici.

Tutto intorno sorgono due ordini di colonnato dorico e ionico con pennellate di azzurro, giallo e rosso sullo sfondo, abbelliti da putti musici e cantori.

Il suo interno era progettato per la capienza massima ci cinquemila spettatori da distendersi su una sala a forma di ferro di cavallo con un doppio loggione.

Sul boccascena un colonnato corinzio si erge tutto intorno al busto di bronzo di Giuseppe Garibaldi stesso. Nicolò Giannone, Luigi Di Giovanni, Michele Corteggiani, Giuseppe Enea, Rocco Lentini, Enrico Cavallaro, Carmelo Giarrizzo, Francesco Padovano, Giovanni Nicolini ed a Gustavo Mancinelli sono gli artisti che si sono impegnati ai magnifici affreschi.

L’esterno venne curato da Carmelo Giarrizzo, che dipinse il fregio con gare podistiche e con gare di corse di cavalli.

Giuseppe Enea, Rocco Lentini e Giuseppe Cavallaro si occuparono invece delle zone di passaggio e sosta, come la Sala degli Specchi, la Sala Rossa e la Sala Gialla.

Fuori dal teatro, Damiani progettò due candelabri e il Monumento a Ruggero Settimo.

Il Teatro Politeama Garibaldi ha ospitato artisti prestigiosi fino al 1950; ricordiamo la memorabile accoglienza della Bohème di Puccini che mandò la platea in delirio e che ebbe il giusto riscontro dopo il flop a Torino.

Oggi è la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana ad essere di casa al Politeama Garibaldi, rappresentano un importante punto di riferimento per la musica della città di Palermo.

 

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