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Ragusa è un comune italiano di 73 439 abitanti, capoluogo del Libero consorzio comunale di Ragusa in Sicilia che ha sostituito la soppressa Provincia di Ragusa. È il settimo comune della regione per popolazione e il terzo per superficie. La casa comunale sorge a 502 m s.l.m.

È il capoluogo più meridionale d’Italia. È chiamata la “città dei ponti”, per la presenza di tre strutture molto pittoresche e di valore storico, ma è stata definita anche da letterati, artisti ed economisti come “l’isola nell’isola” o “l’altra Sicilia”, grazie alla sua storia e ad un contesto socio-economico molto diverso dal resto dell’isola.

Nel 1693 un devastante terremoto causò la distruzione quasi totale dell’intera città, mietendo più di cinquemila vittime. La ricostruzione, avvenuta nel XVIII secolo, la divise in due grandi quartieri: da una parte Ragusa superiore, situata sull’altopiano, dall’altra Ragusa Ibla, sorta dalle rovine dell’antica città e ricostruita secondo l’antico impianto medioevale.

I capolavori architettonici costruiti dopo il terremoto, insieme a tutti quelli presenti nel Val di Noto, sono stati dichiarati nel 2002 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Rappresenta il centro paesaggistico del “Commissario Montalbano”, oltre che essere la città per cui  Leonardo Sciascia amò sottolineare la genuinità e la sincerità dei rapporti umani dei suoi abitanti. Questi attributi riuscirono a  dissociarla dalla mafia a tal punto che portarono lo scrittore a definirla come la “Provincia Babba”.

La città divisa in due

La città si divide in due zone: Ragusa Ibla (la parte antica) e Ragusa superiore (la parte costruita dopo il terremoto del 1693). Tra i monumenti più importanti di questa zona annoveriamo: la Cattedrale di San Giovanni e la Chiesa del Collegio di Maria Addolorata. A Ragusa Ibla menzioniamo invece: la Chiesa di Santa Maria delle Scale, la Chiesa di Santa Maria dell’Itria, la Cattedrale di San Giorgio e il Portale di San Giorgio. I famosi Giardini Pubblici poi, ricchi di piante tipiche della zona, al cui interno si trova anche una terrazza che si affaccia sulla vallata che circonda il centro storico e da cui si gode di una splendida vista dei Monti Iblei. 

Palazzo Arezzo Trifiletti

Tra i palazzi nobiliari vi è Palazzo Arezzo Trifiletti, andato distrutto durante il terremoto del 1693 e ricostruito solo a metà del Diciannovesimo secolo. Sia il cortile che l’androne sono dominati dalla pietra “pece”, ossia la pietra asfaltica che compone il pregiato portale sormontato dallo stemma familiare. Dopo una stupenda scala a forbice si giunge al primo piano della dimora storica. Al suo interno si possono ammirare bellissimi quadri (specialmente ritratti di antenati dei Trefiletti), pavimenti e soffitti sontuosi (come il Salone delle Feste). Stupenda la panoramica su Piazza Duomo col magnifico Duomo di San Giorgio sullo sfondo. I salotti e mobili d’epoca si distinguono per caratteristiche, ad esempio la sala da pranzo è detta “camera degli angeli”, mentre il salotto giallo è pavimentato con pietra pece e impreziosito da piastrelle di ceramica di scuola napoletana.

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