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Polizzi Generosa è un borgo antico che venne abitato dal VI secolo a.C..

Addirittura si dice che nel IV secolo a.C., l’abitato avesse un presidio stabile ed addirittura una fortezza presidiata da milizie mercenarie provenienti dalla Campania. Furono anche ritrovati resti romani.
Risulta plausibile che il sito di Polizzi sia la Città del Re (Basileopolis) di cui si parla in documenti bizantini ed arabi, e che si dice sia stata edificata nell’880. Durante periodo normanno-svevo Polizzi Generosa vive il suo miglior periodo, al punto di entrare a far parte del demanio. La decadenza invece inizia con la peste del 1575-76, la quale decima la popolazione come in molti altri luoghi della Sicilia. Tuttavia, verso la fine del XIX secolo la città si riprende e iniziano a fiorire le attività commerciali.

Il territorio del comune di Polizzi Generosa fa parte del Parco delle Madonie, ricco di flora e fauna. Grazie alle diverse condizioni climatiche, il parco offre spettacolari paesaggi in tutti i periodi dell’anno. Sono presenti diversi sentieri naturalistici che sono percorribili sia a piedi, che a cavallo o in bici.

Il clima e il terreno di Polizzi sono perfetti per la coltivazione del “fagiolo badda”, chiamato così proprio per la sua forma rotonda con il colore avorio con macchie rosate o avorio con macchie violacee tendenti al nero.
Insomma, questo borgo è un luogo da visitare per la varietà e la specialità dei prodotti tipici, i quali comprendono: i funghi, gli asparagi selvatici, i fagiolini, le nocciole e i formaggi.
Anche il pane, che viene cotto nei forni a legna, possiede il sapore unico e la fragranza di una volta.

Un piatto tipico è la “frittedda” (frittella), preparata con fave fresche, piselli, carciofi, pancetta, finocchi selvatici, aglio e scalogno. Viene servita come condimento per la pasta oppure come piatto unico. Ci sono poi anche i “pipi arrustuti cunzati” (peperoni arrostiti), i quali vengono posti su di una graticola sulla brace viva fino a farli arrostire e che poi vengono conditi con sale, olio, pepe e aglio.

La caponata detta “u cunigghiu” (il coniglio), senza coniglio! È composta dalle patate, le olive, i capperi, i finocchietti selvatici, il baccalà, i cardi, le zucchine secche e i carciofi.

Le carni come il Maialino delle Madonie, da accompagnare sorseggiando il vino rosso locale e il fungo di Basilisco (Pleurotus Nebrodensis), detto anche Tartufo delle Madonie o Porcino bianco, sono parte di quei preziosi cibi immancabili durante una visita in città.

Eppure ci sono anche tanti dolci, con origini arabe, come: i “cucciddati” (buccellati), a base di nocciole, mandorle, cannella e cioccolato fondente ed i “pastizzotti”, con ripieno di mandorle, nocciole e conserva di zucca. I
l dolce che però è maggiormente apprezzato nel borgo è lo “Sfuagghiu” (lo Sfoglio), una torta a base di formaggio fresco, cannella, cioccolato e zucchero.

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  • Selenia Torrisi
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