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A pochi passi da Scoglitti si conservano le rovine della città di Camarina.

La città è si sviluppa sulle tre colline circostanti su cui sorgono templi come l’Athenaion dedicato ad Atena e un santuario extraurbano dedicato a Persefone. L’imponente cinta muraria, tuttora visibile per alcuni tratti, circondava la città per quasi sette chilometri.

Il Museo, uno dei più importanti della Sicilia sud-orientale, raccoglie la documentazione archeologica del territorio camarinese dall’età preistorica all’età medievale con particolare riferimento all’età greca ed è cosi suddiviso:

Il Padiglione Subacqueo
La sala d’ingresso del Museo, dove si conserva anche il torchio dell’antico palmento della fattoria, espone un gran numero di reperti di varia epoca. Completa la collezione subacquea un gruppo di ancore disposte lungo la parete esterna del cortile del Museo.

Il Padiglione delle Anfore
Realizzato nella cantina della vecchia masseria. Le anfore camarinesi sono state riutilizzate soprattutto nei contesti necropolari del Rifriscolaro e di Passo Marinaro secondo la tecnica dell’enchytrismos che prevedeva la sepoltura degli infanti entro grossi recipienti da trasporto.

La sala della Preistoria
In questa sala si presentano le caratteristiche geologiche, le vicende paleontologiche e gli insediamenti umani più caratteristici del territorio. Resti fossili di mammiferi sono esposti insieme ad alcuni reperti dell’età del bronzo antico provenienti dai numerosi insediamenti individuati lungo il litorale ragusano.

La necropoli arcaica e la sala di Persefone
La prima sala raccoglie le testimonianze provenienti dalle circa duemila deposizioni della necropoli e restituisce un quadro vivace della vita dei primi camarinesi nella sua quotidianità. La sala di Persefone invece è dedicata alle statuette femminili di ex voto rinvenute: protomi, divinità sedute in trono e figure con in grembo un porcellino, animale sacro a Persefone. Alla sfera del sacro appartengono anche un altare circolare di pietra e un’arula in terracotta, di forma rettangolare, decorata con una figura di Gorgone. Al tempio di Atena appartengono invece un coppo copri-giunto dipinto e due palmette in pietra che originariamente dovevano ornare i lati lunghi dell’edificio.

La sala del Tempio di Atena
Fa immaginare l’imponenza di un tempio greco di un tempo partendo dai resti conservati in questa sala: il terrapieno di colmata, parte delle fondazioni e la rampa di accesso del pronao è tutto ciò che rimane infatti, insieme ad una parte del muro sud della cella, parzialmente inglobato nel baglio ottocentesco del Museo.

Il Padiglione Ovest
Nel padiglione ovest è esposta una selezione di reperti che documentano la vita della città e del suo territorio dall’età classica fino al periodo romano-repubblicano. Tra la copiosa messe di documentazione archeologica si segnalano alcune tessere in piombo con inciso i nomi dei cittadini rinvenuti all’interno del tempio di Atena, vere e proprie “carte d’identità” provenienti dal passato.

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