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Modica è una città in provincia di Ragusa di circa 50 mila abitanti ed è aggrappato alle pareti rocciose delle cave che lo attraversano. Si vocifera in un’antica leggenda che Modica sarebbe stata fondata da Ercole il quale nella decima fatica cattura i buoi rossi del gigante Gerione. Dopo il trionfo in Spagna, egli si dirige in Italia e i buoi che porta con sé come trofeo gli vengono rubati in Sicilia. Sarebbe stata Motia, una bellissima donna greca, ad indicargli il luogo in cui si trovassero. Per ringraziarla, Ercole fondò ben tre città con il suo nome: tra queste Modica.

Essa, insieme con il Val di Noto, è inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO per il suo fantastico centro storico. Lo stile prevalente dei monumenti è quello identificato come barocco siciliano della Sicilia sud orientale, ovvero lo stile architettonico che caratterizza la ricostruzione post-sisma dell’intera area.

Il tessuto urbano, adagiato sui fianchi delle due vallate e sui pianori delle colline sovrastanti, è un intrigo di casette, viuzze e lunghe scale, che non possono non ricordare l’impianto medievale del centro storico, tutto avviluppato intorno allo sperone della collina del Pizzo, sul quale poggiava inaccessibile il Castello dei Conti, con la maestosa Torre dell’orologio che ancor oggi è uno dei simboli più rappresentativi della città.

Le imponenti facciate barocche delle chiese, tra le quali spicca quella del celeberrimo Duomo di San Giorgio, incastonata come un gioiello nel quartiere alle sue spalle, e quella della Chiesa di San Pietro, esaltata dalla scenografica scalinata con le statue degli Apostoli, si alternano alle architetture eleganti dei grandi palazzi, come Palazzo degli StudiPalazzo GrimaldiPalazzo de’ Mercedari. Impossibile tralasciare il bellissimo Teatro Garibaldi.

Non meno importanti le poche le testimonianze rimaste della “precedente città”: Il portale gotico della chiesa del Carmine; rovine della chiesa di Santa Maria del Gesù, risalente al sedicesimo secolo; la Cappella del Sacramento, del quindicesimo secolo; la chiesa “rupestre” di San Niccolò Inferiore, del dodicesimo secolo, recentemente rinvenuta, i cui affreschi di epoca bizantina, così ben conservati, sono unici nel territorio.

Un tempo, quella che veniva conosciuta come Modica Alta era la parte originaria della città. Col tempo si distese verso la valle dove si sviluppò successivamente Modica Bassa. Questa parte si ergeva sulle sponde dei due fiumi Pozzo dei Pruni e Janni Mauro, i quali  si univano in un unico torrente oggi ormai coperto: il Moticano.

Alla fine dell’Ottocento la città contava 17 ponti che solcavano fiumi e torrenti e la rendevano affascinante tanto quanto Venezia. Purtroppo, oltre il tremendo  disastro del terremoto del 1669 un grosso problema era rappresentato dalle alluvioni, come quella del 1902, momento in cui venne deciso di coprirlo per evitare ulteriori esondazioni. Questo le fece perdere parte della sua bellezza data da ponti e mulini, ma così nacque il Corso Umberto I.

A soltanto venti chilometri dal centro sorge la frazione marittima della città: Marina di Modica, molto frequentata in estate.

Non dimentichiamo che Modica è tutt’ora estremamente famosa per la produzione di cioccolato, lavorata a freddo con la ricetta ereditata dagli spagnoli nel lontano Cinquecento.

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