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Farm Cultural Park di Agrigento, tra passato e contemporaneo.

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Il Farm Cultural Park di Agrigento è una piccola oasi siciliana di arte e cultura, ma sopratutto cibo, persone e convivialità.

Immagina di entrare dentro un cortile tipicamente siciliano con tutti i suoi cunicoli che potrebbero, in un primo momento, spaesare. Guardati intorno: ti trovi, invece, in uno spazio dedicato totalmente all’arte contemporanea. La reazione? L’effetto potrebbe essere di confusione ed incredulità, ma ed è proprio questo l’obiettivo della Farm Cultural Park: rivoluzionare il concetto di “tradizionale” del luogo in cui è collocata.

Il Parco si trova a Favara, in provincia di Agrigento, e nasce dall’esigenza personale del notaio Andrea Bartoli e la moglie Florinda Saieva di far crescere le proprie figlie in un contesto stimolante e creativo. Quando la più piccola delle loro figlie ha compiuto 3 anni, dalla Francia decisero di tornare a vivere a Favara e si fecero una promessa: avrebbero fatto tutto quello che potevano per migliorare Favara, per loro stessi e tutti quanti.

Tutto parte nel 2010 dall’acquisto di alcuni immobili, sottratti all’abusivismo e alla delinquenza, collocati all’interno del cortile Bentivegna, detto anche i “I Sette cortili“ , un complesso urbanistico che include altri sei piccoli cortili tutti collegati tra di loro.

Così il 25 Giugno dello stesso anno nasce Farm Cultural Park: il primo parco culturale e turistico Made in Sicily.

Cos’è il Farm Cultural Park?

Farm è un parco turistico, ma anche un museo, una serie di residenze per artisti, mostre personali, installazioni temporanee e permanenti, workshop e iniziative in ambito sociale, culturale e artistico che vanno a cambiare costantemente il suo volto, ma anche installazioni giganti, interventi murari che contribuiscono a ridisegnare gli spazi esterni.

Nell’area sono presenti ristoranti, bar e terrazze dove è possibile rilassarsi; un giardino interno, quasi nascosto, che ospita feste ed eventi artistici e musicali. Il tutto avviene mischiando cultura e intrattenimento, gastronomia e glamour in un esperimento sociale e culturale che ha anche aumentato l’attività turistica.

Il progetto si caratterizza come una riqualificazione che ha voluto rimodernare gli edifici e gli spazi giocando molto sull’aspetto rivoluzionario dell’esperimento.

A segnare l’ingresso è un grande cartello che, racconta un pò quello che si può trovare al suo interno, dei contrasti che rompono con il consueto e dimostrano come due estetiche differenti, tra passato e presente, possono coesistere.

I contrasti visivi non sono gli unici, ma anche quelli sociali sono visibilmente interessati da questo connubio, basta solamente osservare gli stili di vita che coesistono all’interno di questo spazio suggestivo.

Farm Cultural Park: un grande contenitore

Al suo interno coesistono ex strutture abitative, alcune delle quali abitate da simpatiche vecchiette che diventano parte integrante dei Sette Cortili. Oggi queste strutture sono dipinte con i colori più disparati e sono state trasformate in gallerie espositive, spazi comuni, bar e luoghi di ritrovo frequentati non solo dai giovani ma anche da tutta la cittadina e non solo.

Farm Cultural Parknon è solo arte, avanguardia e sociale, ma anche cibo e convivialità.

Nei giardini presenti all’interno si può partecipare ad un barbecue insieme ad altri visitatori o assistere ad una rassegna di musica live, mentre nello spazio Ginger si potranno gustare piatti tipici della tradizione siciliana ma anche di altre cultura e nazionalità.
Se invece si vogliono mettere alla prova le proprie doti culinarie, è possibile utilizzare la cucina dello spazio Nzemmula.

Molti sono gli artisti passati da Favara. Alcuni hanno alloggiato nelle residenze a loro dedicate ed i visitatori hanno avuto occasione di confrontarsi con loro ed instaurare delle relazioni personali che sono alla base dei Sette Cortili, che spesso vengono definiti museo delle persone più che delle cose.

In altre parole la Farm può essere considerata un progetto che sta rivoluzionando la vita di tutti i cittadini di Favara, che adesso percepiscono l’arte e la cultura come un qualcosa di positivo.

Un sogno partito da due persone che, alla fine, è diventato il sogno di tutti.